La recente legge n. 3 del 27 gennaio 2012 ha, per la prima volta, introdotto nel nostro ordinamento una procedura di ristrutturazione dei debiti destinata a coloro che non possono accedere alle procedure concorsuali previste dalla Legge fallimentare.

Il procedimento di sovraindebitamento previsto dalla legge n. 3/12 é rivolto quindi ai privati ed alle piccole imprese e permette la cancellazione dei debiti pregressi (discharge) del debitore (persona fisica o ente collettivo ovvero consumatore) ivi compresi quelli verso il fisco (Equitalia).

Per poter beneficiare delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento è necessario avere due requisiti, una di natura oggettiva e un altro di natura soggettiva. Per quanto riguarda il criterio soggettivo. Possono ricorrere alla procedura i soggetti non assoggettabili alle vigenti procedure concorsuali disciplinate dal dal R.D. 267 del 1942 e quindi la loro identificazione deve essere fatta in termini negativi. Possono pertanto accedere alla procedura di sovraindebitamento i soggetti persone fisiche e giuridiche che:

  • non svolgono attività d’impresa (Persone fisiche, professionisti, artisti e lavoratori autonomi) e le società professionali;
  • sono Imprenditori commerciali sotto la soglia di cui all’art. 1 l.fall o che hanno cessato l’attività da oltre un anno (art. 10 l.fall.)
  • sono imprenditori non commerciali
  • sono enti privati non commerciali (associazioni ecc.);
  • Imprenditori agricoli (art. 7 l. 3/2012);
  • “start up innovative” indipendentemente dalle loro dimensioni.

Per quanto riguarda il requisito oggettivo

Il ricorrente deve trovarsi in una situazione di sovraindebitamento, definito come “la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà ad adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente” (Art. 6 l. 3/2012)

Il concetto di ”sovraindebitamento” è diverso da quello di insolvenza della legge fallimentare in quanto prevede non solo l’incapacità definitiva e non transitoria di adempiere regolarmente ai propri debiti, ma fa anche riferimento ad una sproporzione tra il complesso dei debiti e il proprio patrimonio prontamente liquidabile, seppur sia specificato il rapporto di tale squilibrio.

La procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento è di tipo concorsuale a carattere volontario. La legge prevede tre procedimenti:

  1. Piano del consumatore: riservato al debitore persona fisica che abbia assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale, prevede la ristrutturazione del dei debiti e la soddisfazione dei crediti e prescinde da un accordo con i creditori in quanto è soggetto all’omologazione da parte del giudice.
  2. Proposta di accordo: ha per oggetto la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti sulla base di un piano che deve essere approvato dai creditori
  3. Liquidazione del patrimonio: consiste, analogamente a quello fallimentare, nella liquidazione di tutti i beni del debitore compresi quelli sopravvenuti; prescinde da un accordo con i creditori ed è soggetta all’omologazione da parte del giudice. Non sono compresi nella liquidazione i crediti impignorabili (art. 545 cpc), i crediti aventi carattere alimentare e di mantenimento, quanto necessario al sostentamento del debitore e della sua famiglia, i frutti derivanti dall’usufrutto legale sui beni dei figli, i beni costituiti in fondo patrimoniale.

Con il decreto di apertura della procedura vengono sospese le azioni cautelari o esecutive. La nuova legge sul sovraindebitamento appare rivoluzionaria perché permette abbastanza facilmente di gestire situazioni debitorie prima impossibili da governare arrivando alla cancellazione dei debiti.

La norma é stata introdotta, in questi tempi di forte crisi economica e finanziaria, per la necessità di attribuire alle situazioni di insolvenza (sovraindebitamento) del debitore non fallibile (piccole imprese o società artigiane, ad esempio) ovvero del consumatore la possibilità della cancellazione dei debiti al fine di ripartire da zero (di qui l’espressione fresh start utilizzata in tali ipotesi) e di riacquistare un ruolo attivo nell’economia, senza restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente.

 

SEI IN GRAVI DIFFICOLTA' ECONOMICHE O FINANZIARIE

E NON SAI COSA FARE? NOI TI POSSIAMO AIUTARE

    Compila il questionario